Formare le nuove generazioni

Lauree professionalizzanti e rapporti con gli ITS

Lauree professionalizzanti e rapporti con gli ITS: percorsi di formazione da presidia-re in collaborazione con le imprese e il territorio

Si sta dibattendo da molto tempo su quale modello di formazione professionalizzante adottare in Italia e in particolare sulla proposta di creare dei corsi di laurea triennale professionalizzanti in alcuni precisi ambiti. Dall’altra parte il ministero dell’istruzione, in accordo con il MiSE sta promuovendo un modello di formazione professionalizzante basato su un percorso biennale in cui, insieme alle lezioni frontali, sono previste molte ore di stage in azienda in un rapporto quasi del 50% tra l’una e l’altra modalità di apprendimento. Questi percorsi, noti come ITS, diventano in questo modo alternativi alle lauree professionalizzanti e anzi in concorrenza alle stesse, a meno che, come ribadito anche dalla nostra ministra Messa, non si prevedano percorsi complementari. La differenza la fanno i finanziamenti: a fronte di un quasi “costo zero” per l’apertura di percorsi professionalizzanti universitari, si prevedono invece circa 1,5 miliardi di euro per i percorsi ITS. Questi ultimi però non sono molto attrattivi per le famiglie che ambiscono per i propri figli un titolo di laurea.

La nostra università sta sperimentando un percorso 2+2 nel corso di laurea triennale di informatica che sta riscuotendo notevole successo.

Gli studenti iscritti a questo percorso possono decidere di seguire a partire già dal primo anno di ITS un binario parallelo di eccellenza che prevede l’iscrizione ad alcuni corsi liberi universitari erogati con le modalità della didattica a distanza acquisendo un totale di 30 CFU. Alla fine del percorso biennale, il corso di laurea convalida un numero di CFU compreso tra 80-90 e iscrive al corso di laurea triennale lo studente il quale avrà a disposizione altri due anni per completare anche questo percorso ricevendo il titolo di studio di laureato triennale. La convalida dei CFU è automatica in quanto sia i programmi che i contenuti dei corsi riconosciuti sono stati concordati con i docenti del corso di laurea.

Azioni

  1. Analizzare l’evoluzione dei percorsi ITS presidiando i tavoli di discussione e di organizzazione dei corsi. Cercare opportunità di collaborazione con le fondazioni ITS del territorio al fine di creare sinergie con un obiettivo di crescita comune. Comunicare verso l’interno dell’università le eventuali opportunità di collaborazione ITS-Ateneo al fine di potenziare la nostra of-ferta didattica anche dal punto di vista dei corsi professionalizzanti.
  2. Avviare pochi corsi ITS sperimentali con possibilità di accesso a lauree (anche professionalizzanti) al fine di intercettare nuovi canali di finanzia-mento della didattica professionalizzante

    Tempi:



    • Tavolo di discussione università istituzioni sulle collaborazioni università-ITS: 06/2022
    • Istituzione di alcuni corsi ITS-lauree triennali/professionalizzanti: 2023-2025

Qual è il beneficio per il corso di laurea? Quello di poter disporre di un finanziamento consistente per la preparazione dei corsi liberi in modalità on-line, poter disporre inoltre di un ricercatore di tipo A finanziato in toto dalla fondazione che eroga il corso ITS, poter usufruire per gli studenti del corso di laurea di laboratori allo stato dell’arte finanziati dalla Regione per gli studenti del percorso ITS.

Ricordiamo inoltre che nel recovery plan è previsto anche un consistente finanziamento per l’allestimento di laboratori su temi legati alle aree dei corsi ITS (Area 1 – efficienza energetica, Area 2 – mobilità sostenibile, Area 3 – nuove tecnologie per la vita, Area 4 - nuove tecnologie per il made in Italy, Area 5 – tecnologie innovative per i beni e le attività culturali e turismo, Area 6 – tecnologie dell’informazione e della comunicazione).

È questa un’opportunità da presidiare e valutare per comprendere se nel futuro la collaborazione ITS università può portare vantaggi soprattutto lato università, con finanziamenti ad hoc per posizioni di ricercatore, per la preparazione di corsi da erogare in modalità on line e fruibili anche per i corsi di laurea, per la condivisone di laboratori che verrebbero totalmente finanziati su fondi regionali o su fondi del PNRR.