L’incremento della qualità dell’apprendimento

 

Formare le nuove generazioni

L’incremento della qualità dell’apprendimento

L’incremento della qualità dell’apprendimento degli studenti: orientamento, tuto-ring, mentorship e autoimprenditorialità

La nostra università riceve finanziamenti legati anche al numero di studenti in corso (il cosiddetto costo standard) e negli ultimi anni abbiamo rincorso i numeri e lavorato su di essi per mantenere un buon livello di finanziamento da parte del MUR. Ma questa necessità non può e non deve essere usata come pretesto per “licealizzare” la nostra università, per abbassare le pretese verso la preparazione degli studenti. Dobbiamo mantenere un livello di qualità elevato in tutte le attività di apprendimento comprese quelle legate alla valutazione. Dobbiamo lavorare, per aumentare il numero degli studenti in corso, sulla qualità della didattica e sulle risorse umane dedicate alla stessa. Dobbiamo andare incontro alle studentesse e agli studenti mediante corsi di recupero e attività di tutoring che abbiano come obiettivo quello di migliorare i meccanismi dell’apprendimento ed evitare così gli abbandoni e i ritardi nei percorsi di studio.

È però necessario partire prima e fare in modo che la scelta dei percorsi di studio sia consapevole e soprattutto mirata alla passione e alle legittime aspettative di impiego delle studentesse e degli studenti. Particolare attenzione va posta alle STEM e in particolare all’attrattività di tali discipline verso le donne. Deve essere svolto un grande lavoro di orientamento in ingresso a partire dalle prime classi delle scuole elementari (in questo “Kids University” può dare un notevole contributo) per finire con la creazione di cicli di lezioni universitarie da proporre negli ultimi anni (a partire dal terzo anno) delle scuole superiori di tutta Italia, anche grazie allo sviluppo delle tecnologie per la didattica, in cui le docenti siano testimoni di successo di una carriera STEM al femminile.

La didattica deve quindi essere un tutt’uno con l’orientamento (in ingresso, in itinere e in uscita), un unico approccio che va pensato quindi nella sua completezza, come parte integrante dell’intero percorso formativo; l’orientamento deve dare supporto alle studentesse e agli studenti in primis con l’ascolto, per valorizzarne le singole aspirazioni e capacità, ma anche per formarli al mondo del lavoro e a aiutarli a ritagliarsi un preciso ruolo di cittadine e cittadini consapevoli, attenti e altruisti.

Il servizio di orientamento deve generare inclusione a tutti i livelli e deve essere proseguito con l’ampliamento e il potenziamento delle attività in essere con l’unico fine di migliorare a trecentosessanta gradi la vita universitaria di tutte le categorie di studenti (triennali, magistrali e dottorandi) e offrire supporto a quanti sentono di avere bisogni specifici.

È fondamentale per questo potenziare i servizi di “peer tutoring”, da attivare soprattutto per gli studenti del primo anno, per migliorare l’accoglienza e favorire l’inserimento nella comunità universitaria, fornendo suggerimenti per la soluzione di questioni amministrative, l’uso delle risorse bibliotecarie, la fruizione delle lezioni, l’organizzazione di studio ed esami, l’indicazione delle sedi e delle parsone dove possono trovare aiuto nei momenti di difficoltà e nelle situazioni di disagio.

Azioni

  1. Ripensare al modello orientamento in ingresso con due obiettivi temporal-mente diversi: lungo termine e breve termine. Far riferimento al territorio nazionale anche con la possibilità di entrare nelle scuole di tutta Italia con erogazione di contenuti on line.
  2. Rivedere il modello di orientamento e tutoring durante il percorso di studi potenziando l’ottimo lavoro svolto finora e affiancando anche nuovi servizi che prevedano percorsi di peer tutoring con CFU riconosciuti.
  3. Progettare azioni specifiche per l’orientamento alle STEM con particolare rife-rimento a donne e STEM con iniziative volte alle diverse età delle studentes-se: scuole elementari, medie e superiori. Erogare borse di studio destinate in modo specifico alle studentesse che scelgono le materie STEM nei corsi della nostra università.
  4. Avviare come career service di Ateneo dei percorsi di orientamento in uscita in collaborazione con la community della Fondazione Unismart e l’associazione Alumni per coinvolgere un ampio numero di imprese e istitu-zioni del territorio in questo percorso
  5. Estendere a più studentesse e studenti la possibilità di partecipare a per-corsi di formazione rivolti all’acquisizione di competenze rivolte al mondo dell’imprenditorialità e dell’autoimprenditorialità anche attraverso il poten-ziamento dell’esperienza positiva del Contamination Lab

    Tempi:



    • Progettazione e definizione del nuovo modello di orientamento in ingres-so: 06/2022
    • Implementazione dei nuovi modelli di orientamento: 12/2022
    • Erogazione di borse di studio per STEM e donne: a partire dall’a.a. 2022/2023
    • Potenziamento dei percorsi esistenti e avviamento di nuovi percorsi di orientamento in itinere: 2022 – 2024
    • Progettazione ed erogazione di nuovi modelli di orientamento in uscita: 2022 – 2024
    • Progettazione di percorsi legati allo sviluppo di competenze legate all’imprenditorialità e all’autoimprenditorialità: 12/2022

Vanno studiati e implementati servizi di tutoring specialistico, per esigenze specifiche di studenti particolarmente fragili o con disabilità in relazione ad aspetti puntuali della formazione.

Bisogna far conoscere di più i servizi di counselling psicologico, per aiutare a gestire i problemi quando emergono difficoltà specifiche che possono compromettere il percorso formativo. Devono essere potenziati i progetti per contrastare l’abbandono degli studi, soprattutto nei corsi che hanno maggiori “drop-out” attraverso il monitoraggio delle carriere delle matricole e l’attivazione di supporti specifici per gli studenti a rischio;

Va coordinata l’offerta di incontri di formazione per migliorare le capacità di studio e di inserimento dapprima nella vita universitaria e, successivamente, in quella lavorativa.

È necessario continuare a investire sull’esperienza del Career Service, ampliare le azioni di orientamento al lavoro a beneficio di studentesse e studenti anche laureati, finalizzate all'inserimento occupazionale e allo sviluppo e alla crescita personale dei giovani. Va rafforzato il rapporto tra career service, Fondazione Unismart e associazione Alumni per creare un vero e proprio ecosistema che sia in grado  di dare supporto ai nostri laureati e/o dottori di ricerca per trovare una collocazione soddisfacente nel mondo del lavoro e nello stesso tempo crei un bacino di talenti a supporto del sistema produttivo, economico e sociale del nostro territorio.

La community della Fondazione Unismart e il bacino di aziende collegate ad alumni sono un tesoro di relazioni per il nostro Ateneo che vanno coltivate al fine di creare un partenariato aziendale/istituzionale, che sia rivolto al coinvolgimento “early-stage” di aziende, enti e istituzioni culturali che possono trovare modo di entrare in contatto con gli studenti già dai primi anni dei corsi di studio. Da questo punto di vista, l’organizzazione di hackathon, l’innovazione nei percorsi di stage, i project work in azienda e nei pubblici uffici e il percorso del Contamination Lab permettono ad aziende e istituzioni di vedere in azione le studentesse e gli studenti su questioni concrete e nello stesso tempo consente ai nostri docenti di sperimentare percorsi di didattica innovativa, di entrare in contatto con aziende e istituzioni del territorio, migliorare l’offerta formativa e gli sbocchi professionali dei percorsi di apprendimento.

L’Ateneo deve impegnarsi affinché i propri laureati in tutte le discipline imparino sempre meglio a fare rete, acquisiscano la capacità di incrociare i saperi e di affrontare con spirito imprenditoriale le sfide non semplici poste dal mondo del lavoro che è in continuo cambiamento. Da questo punto di vista vanno potenziati i percorsi legati all’acquisizione di competenze di autoimprenditorialità  come ad esempio, e non solo, il percorso del Contamination Lab che andrebbe potenziato e reso fruibile ad un numero maggiore di studentesse e studenti. Dobbiamo intercettare le molte iniziative presenti sul territorio legate all’innovazione anche attraverso percorsi che favoriscano lo sviluppo dell’imprenditorialità, di start-up da parte di studenti, laureati dottorandi oltre che giovani ricercatori, in particolare su progetti che possono aiutare il territorio a crescere in termini di innovazione per competere in un mercato ormai in continua evoluzione anche tecnologica: Trasformazione digitale, transizione ecologica, inclusione sociale, valorizzazione del patrimonio storico, museale e naturale del territorio sono solo alcuni esempi dove i giovani possono dare un contributo eccezionale per la crescita del nostro territorio e renderlo più attrattivo anche per giovani provenienti da tutto il mondo.

Una attenzione particolare va rivolta al tema dell'occupabilità delle donne per favorire l’inclusione di genere in ambito sociale e lavorativo. Si devono moltiplicare le iniziative dedicate al mondo del lavoro e le donne coinvolgendo docenti, studentesse e aziende al fine di sensibilizzare la società e il mondo del lavoro al tema attraverso azioni concrete.