Giovani ricercatrici e ricercatori protagonisti della ricerca

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La ricerca al centro

Giovani ricercatori protagonisti della ricerca

Le giovani ricercatrici e i giovani ricercatori diventino protagonisti della ricerca

Le proposte ERC presentate da giovani ricercatrici e ricercatori del nostro Ateneo non sono in numero elevato, mentre i vincitori di posizioni ERC spesso provengono dall’esterno del contesto patavino. Per invertire questa tendenza nell’ultimo rettorato è stato istituito il bando “STARS GRANT”, con l’obiettivo di fornire la possibilità ai giovani di individuare una loro linea di ricerca indipendente e di perseguirla fino al punto di poter applicare a bandi ERC (Starting e Consolidator).

L’iniziativa tuttavia non ha portato ad un significativo aumento di domande ERC principalmente perché i progetti non sono stati sempre interpretati come la scommessa di un singolo ricercatore, ma piuttosto come il canale di finanziamento di un gruppo, questo in conseguenza anche del fatto che alcune ricerche possono essere sviluppate solo attraverso l’utilizzo di strumentazione che di solito è di proprietà o in gestione ad un gruppo di ricerca. Infine spesso l’importo erogato era insufficiente per poter ottenere risultati adeguati a compiere il successivo passo verso un progetto ERC.

Come risultato il bando “STARS GRANT” ha comunque avuto come ricaduta positiva quella di aver fatto emergere le figure delle ricercatrici e dei ricercatori potenzialmente più dinamici e creativi. Inoltre, l’iniziativa è stata l’occasione per alcuni di cimentarsi, spesso per la prima volta, nella composizione di un progetto di ricerca articolato.

Al fine di mantenere una linea di finanziamento per i giovani che si affacciano per le prime volte al mondo della ricerca competitiva di alto livello si vogliono proporre due misure, tagliate per altrettante categorie di ricercatrici e ricercatori: Una misura dedicata a chi ha appena iniziato il percorso di ricerca e una seconda misura dedicata ai ricercatori già avviati alla carriera universitaria e ai giovani professori associati. Ricordiamo che nelle abilitazioni nazionali tra i titoli richiesti è necessario dimostrare di essere o di essere stati a capo di progetti finanziati su bandi competitivi.

La prima misura riguarda il finanziamento di progetti per giovani POSTDOC o RTDA con importo di 25.000-30.000 € per idee progettuali da sviluppare in un periodo massimo di due anni (un anno per RTDA all’ultimo anno di attività con possibilità di chiudere il progetto entro sei mesi dalla conclusione del ruolo). I fondi non avranno destinazione di spesa rigidamente vincolata in modo da valorizzare le peculiarità dei diversi ambiti di ricerca. Questa misura ha lo scopo di formare i giovani alla redazione di progetti di ricerca e di poter dare loro visibilità nel caso di assegnazione dei fondi. L’importo modesto non può essere considerato di interesse per il gruppo di ricerca dal quale proviene il ricercatore e quindi darebbe la possibilità al giovane PI di disporne in piena libertà. A fianco a tale importo per lo sviluppo della ricerca l’Ateneo si farà carico, qualora il progetto lo richieda, del costo orario e dei materiali di consumo per l’uso di strumentazione di laboratorio.

Azioni

  1. Dar vita a nuovi bandi di ricerca per giovani ricercatrici e ricercatori attraverso un tavolo di lavoro che coinvolga tutte le macroaree
  2. Agevolare la pubblicazione su riviste open access anche attraverso il supporto di Padova University Press

    Tempi:

    • Nuovi bandi per giovani ricercatori: 06/2022
    • Politica per la pubblicazione su riviste open access: 06/2022

La seconda misura è dedicata invece a ricercatori già avviati alla carriera accademica ovvero RTDB e giovai professori associati. Questa misura prevede di finanziare progetti con importi fino a 100.000€ per ricerche che richiedono attività sperimentali e fino a 70.000€ per ricerche che invece non richiedono attrezzature e/o apparecchiature. Le idee progettuali dovranno svilupparsi entro un arco temporale di due anni e saranno una palestra per la partecipazione a bandi per progetti di ricerca. Con la differenza tra ricerca sperimentale e ricerca teorica si vuole superare la divisione tra LF, PE e SH, distinguendo piuttosto tra i progetti che necessitano di sperimentazione in campo e strumentazioni e progetti che prevedono solo ricerca speculativa e quindi spese principalmente di personale e missioni (come ad esempio la consultazione di testi in archivi storici). In questa direzione una campagna archeologica di scavi, ad esempio, si configura come una ricerca sperimentale. Il curriculum del candidato deve essere già abbastanza maturo per poter essere valutato positivamente anche in una eventuale partecipazione a bandi ERC. Questo tipo di finanziamento avrebbe il pregio di far accedere i giovani ricercatori a fondi da gestire in modo autonomo e su argomenti di principale interesse del proponente in una logica di apertura alla ricerca del “sapere inutile” o, che dir si voglia, della “Blue Sky Research”.

Infine vogliamo porre l’attenzione su un problema che è sempre più sentito dai nostri giovani ricercatori che non hanno fondi propri, ma che viene chiesto loro di pubblicare su riviste “open access”.

Per tutte le ricercatrici e i ricercatori che hanno accesso a modesti fondi di ricerca, dover spendere una quota importante del budget di progetto per sostenere i costi di alcune pubblicazioni, pretese magari dai bandi di ricerca vinti, è assolutamente sconfortante, come sconfortante è anche dover imputare i fondi per le pubblicazioni su progetti di cui non sono responsabili.

È fondamentale che l’Ateneo, se vuole investire in questa modalità di pubblicazione dei lavori scientifici, modalità che ormai la commissione europea sta spingendo in modo convinto, metta a disposizione di tutto il suo personale ricercatore, soprattutto per i più giovani, fondi per la pubblicazione in Open Access, con distinzione e in funzione del grado di prestigio della rivista. Il tutto potrebbe essere gestito dalla Padova University Press - PuP che in questo modo potrebbe anche ritrovare una funzione di servizio per i nostri ricercatori oltre che essere disponibile a pubblicare per loro.

Si potrebbe pensare ad un fondo di Ateneo per i giovani ricercatori al quale accedere per il finanziamento fino ad un numero fissato di lavori (3-6  articoli per docente per anno). Questa politica sarebbe volta, al di là delle buone intenzioni, a sostenere ed ulteriormente elevare gli standard di ricerca e le conseguenti pubblicazioni su riviste di alto valore. L’iniziativa andrebbe affiancata da una politica di accordi con le case editrici al fine di ottenere tariffe agevolate.