Il dottorato di ricerca: un vivaio di giovani talenti

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La ricerca al centro

Il dottorato di ricerca

Il dottorato di ricerca: un vivaio di giovani talenti per la ricerca

Particolare attenzione va posta alle nuove generazioni di ricercatrici e ricercatori che per formarsi frequentano i nostri corsi di dottorato. Attenzione che va posta anche alle modalità con le quali vengono reclutati i candidati ad un corso di dottorato che nel nostro paese, e nel nostro Ateneo in particolare, sono rigide, con tempi talvolta asincroni con quelli dei nostri stessi corsi di laurea magistrale o a ciclo unico dai quali i candidati provengono. Moltissime pubblicazioni prodotte dalle università hanno tra gli autori una dottoranda o un dottorando, a significare l’importanza di questo figura nella produzione scientifica degli atenei.

Attualmente le borse di Ateneo sono ripartite tra i corsi di Dottorato secondo un Modello Dimensionale Temperato (MDT). Le componenti principali del modello MDT sono: a) il peso percentuale che ogni corso di Dottorato ha all’interno dell'Università di Padova, determinato in massima parte dalla valutazione dimensionale-qualitativa del suo Collegio dei Docenti; b) un coefficiente di premialità moltiplicativo, che può aumentare o diminuire tale peso relativo sulla base dei risultati ottenuti da ogni singolo corso di Dottorato. È importante sottolineare che attualmente l’MDT prevede un peso diverso per ogni Macro Area e con una ulteriore divisione nella Macro Area 2 tra Clinica e Non Clinica. I pesi per Macro Area sono determinati tenendo conto della distribuzione storica delle borse di dottorato.  Deve essere avviata pertanto una discussione sui criteri di distribuzione delle borse di Dottorato, sulla base dei meccanismi del metodo MDT che si sono rivelati efficaci, ma agendo sulle criticità e sulle differenze intrinseche degli ambiti disciplinari in termini, tra l’altro, di età di accesso e di collocazione post-dottorale nell’ambito scientifico e professionale.

Azioni

  1. Potenziare il personale dell’ufficio dottorati di ricerca anche per venire incontro alle nuove modalità di bando proposte. Costituire una sezione dell’ufficio dedicata alle nuove borse previste dal PNRR
  2. Dar vita ad un programma di bandi che consentano di reclutare in periodi diversi dell’anno. Istituire i periodi di preborsa per motivare i vincitori del primo concorso ad iscriversi ai nostri corsi di dottorato

    Tempi:

    • Potenziamento ufficio: 06/2022
    • Nuovi bandi: 12/2022

Il Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (PNRR) è attualmente in fase di elaborazione da parte del Governo e del Parlamento. Dalle bozze preliminari sembra chiara l'intenzione di finanziare, con risorse REACT-EU e progetti PON, più di 2.500 nuovi contratti di ricerca e oltre 8000 nuove borse di Dottorato su tematiche green, digitale e sul tema della pubblica amministrazione. In questo modo il Governo vuole attivare Dottorati innovativi, anche per favorire l'immissione di ricercatori nelle imprese e nella pubblica amministrazione.

È un’opportunità che il nostro Ateneo deve cogliere per fare in modo che la figura del Dottore di ricerca venga riconosciuta dalle aziende e dalle pubbliche amministrazioni come un valore fondamentale per portare innovazione.

La parità di genere deve essere incentivata nei corsi di Dottorato a partire dalla composizione dei consigli direttivi e nelle commissioni di concorso per l’ammissione ai corsi stessi. Lo stesso deve valere per la composizione dei collegi docenti e per la rappresentanza in essi della componente studentesca.  Si tratta di azioni a costo economico nullo, ma di grande importanza.

L'aumento della percentuale massima di docenti esterni nei Collegi dei corsi di Dottorato può certamente essere un utile strumento per favorire l'interdisciplinarietà dei saperi.

La creazione di eventuali nuovi corsi di Dottorato non deve avvenire sottraendo risorse ai corsi già esistenti bensì attingendo a fondi derivanti dal PNRR e soprattutto in relazione ai finanziamenti legati ai progetti di ricerca interdisciplinare che l’Ateneo intenderà promuovere di cui abbiamo già discusso.

Al fine di favorire il reclutamento degli studenti migliori e la flessibilità in entrata, è estremamente importante avere bandi semestrali (un bando tra gennaio e febbraio e un bando tra maggio e giugno) per l'ammissione al Dottorato di Ricerca con borse di Ateneo, e lasciare maggiore flessibilità nei bandi specifici per l'ammissione al Dottorato di Ricerca con borse a tema vincolato.  Per i vincitori di bando tra gennaio e febbraio, periodo adatto al reclutamento di studenti di dottorato stranieri, è fondamentale assicurare ai vincitori del bando la posizione al corso di dottorato attraverso un periodo di “preborsa” che duri fino all’inizio del corso di dottorato. Al fine di incrementare il numero di dottorandi, anche internazionali, c’è la necessità di aumentare, a carico dell’Ateneo, il valore delle borse di dottorato.

La formazione alla ricerca deve prevedere sia percorsi di formazione specialistica all’interno dei quali non devono ripetersi i contenuti dei corsi di studio e sia una formazione di carattere trasversale, entrambi volti a far comprendere le relazioni e i ruoli all’interno di un gruppo di ricerca come in una azienda pubblica e/o privata. Si possono prevedere in forma di summer o winter schools e con frequentazione non obbligatoria, due percorsi di formazione dei quali uno maggiormente legato all’acquisizione di competenze di tipo imprenditoriale, per avviare le nostre allieve e i nostri allievi alla carriera industriale in centri di ricerca e sviluppo di grandi e medie imprese, e un secondo più propriamente legato alla carriera accademica ma comunque volto ad acquisire competenze legate alla gestione di progetti di ricerca, all’acquisizione di fondi su bandi competitivi, alla gestione della proprietà intellettuale, alle metodiche di valutazione dei prodotti della ricerca.

È necessario prevedere una figura di delegata o delegato che si occupi a tempo pieno del tema del dottorato di ricerca, anche in funzione della riforma dei corsi di dottorato annunciata dalla ministra Messa. Va potenziato il ruolo del coordinatore della consulta dei coordinatori invitandolo, insieme al delegato/a, alle adunate del Senato accademico al fine di rappresentare problemi e proposte della consulta. Infine è opportuno che i rappresentanti delle studentesse e degli studenti dei corsi di dottorato possano sedere anche in Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo, previa, se necessaria un’idonea revisione dello Statuto.