Il rapporto con le grandi imprese per finanziare della ricerca di base

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La ricerca al centro

Il rapporto con le grandi imprese

Il rapporto con le grandi imprese come strumento di finanziamento della ricerca di base

Con il termine “di ricerca finanziata” si fa solitamente riferimento a contratti di ricerca, con una fortissima finalizzazione specifica, nei quali le aziende chiedono un supporto allo sviluppo di tecnologie, prodotti o rapporti scientifici a fronte di un finanziamento ai gruppi di ricerca o ai singoli ricercatori. 

Questo tipo di rapporti che di solito mira ad una ricerca con TRL (Technology Readiness Level) molto elevato fa parte del trasferimento di conoscenza e tecnologia e verrà trattato nel capitolo dedicato alla terza missione.

Esiste tuttavia la possibilità di attingere a finanziamenti della ricerca da parte di imprese di grosse dimensioni o fondazioni con l’unico scopo di far avanzare la cultura e la conoscenza della società in senso lato.  Mi riferisco ad aziende anche a partecipazione statale e di grandi dimensioni come ENI (con la quale peraltro abbiamo appena stretto un accordo quadro di collaborazione triennale proprio in questa direzione che ammonta a circa 12 M€ in tre anni di attività), ENEL, Leonardo, Ferrovie dello Stato, le Società di gestione delle Autostrade, le grandi case farmaceutiche come Glaxo, i grossi gruppi industriali dell’'Agrifood come Barilla, oppure i grandi gruppi bancari come Unicredit, Intesa, Credit Agricole, o i grandi colossi dell’informatica come IBM, Microsoft, Cisco.

Azioni

  1. Costituire un ufficio dedicato all’interazione con grandi aziende e istituzioni ai fini del finanziamento della ricerca di base diverso dalla funzione del fund raising

    Tempi:

    • Costituzione dell’ufficio: 06/2022
    • partecipazione ai tavoli di lavoro nazionali: 06/2022
    • Valutazione critica dei primi risultati ottenuti: 06/2023

Pensiamo che una forma di finanziamento della ricerca di base da parte di tali imprese e istituzioni possa avvenire attraverso modalità diverse, come ad esempio il finanziamento di posizioni di ricercatori di tipo A e di tipo B e cattedre di professore associato e ordinario, il finanziamento di ricerche di ampio respiro e di lunga durata, oppure la creazione di “Joint Laboratories”.  Le ricerche finanziate nei modi descritti non avranno quindi ricadute immediate ma saranno veri e propri progetti di ricerca di base su temi che vedranno coinvolte tutte le aree disciplinari in attività strategiche di medio lungo termine.

L’inclusione sociale, i cambiamenti climatici, l’economia circolare, la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale, il nuovo mondo del lavoro, le implicazioni sociali delle tecnologie, la salute dei cittadini e la loro assistenza, l’invecchiamento della società, il rapporto con i paesi in via di sviluppo, sono solo alcuni temi sui quali le istituzioni e le imprese vogliono conoscere di più coinvolgendo il mondo della scienza e della ricerca. Ci sono moltissime opportunità in tale senso e il nostro Ateneo le deve cogliere, anche facendosi portavoce di politiche nazionali volte ad ottenere benefici fiscali per le aziende che finanziano in tal modo la ricerca.