Infrastrutture di ricerca allo stato dell’arte per competere in Europa

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La ricerca al centro

Infrastrutture di ricerca allo stato dell’arte

Infrastrutture di ricerca allo stato dell’arte per poter competere in Europa ad armi pari

Se i finanziamenti alla ricerca sono abbondantemente insufficienti in termini di ricercatrici e ricercatori e alle figure di supporto alla ricerca, come ad esempio i tecnici di laboratorio, la situazione è ancora più critica nel settore delle strumentazioni scientifiche.

È sempre più difficile reperire finanziamenti per strumentazioni che permettano ai nostri ricercatori di mantenersi allineati con ciò che la scienza più competitiva oggi richiede, con "le tecnologie di frontiera" e le idee "fuori dagli schemi", idee e tecnologie richieste dai valutatori europei per grant ERC, Global Challenges e EIC. Soprattutto in ambito biomedico, nella fisica sperimentale, nella chimica come pure in alcune branche dell’ingegneria è palese che la creatività dei ricercatori italiani viene limitata in modo significativo dall’assenza di strumentazione e infrastruttura al passo con i migliori gruppi di ricerca europei e mondiali. La ricerca di eccellenza deve essere necessariamente supportata da  trans-disciplinarietà dei saperi e da adeguate  tecnologie. Si pensi a nuovi sistemi d'organo che crescono in vitro a partire da cellule staminali, alle stampanti 3D per la ricostruzione di organi e protesi, all'ingegnerizzazione di genomi resa ormai senza limiti dall'applicazione delle nuove tecniche di editing, nuove tecnologie microscopiche (confocali, X-ray, e microscopi elettronici per analisi di strutture). Nel settore biomedico come in molti altri ambiti del moderno sapere un ruolo centrale è giocato dall'analisi di crescenti moli di dati, i cosiddetti big data, provenienti da strumenti di laboratorio, da sensori IoT distribuiti fino ai dati raccolti sul comportamento delle popolazioni umane. Questi sono solo esempi ma esigenze simili, declinate secondo lo specifico ambito disciplinare, sono presenti trasversalmente nel nostro Ateneo e come Università di Padova dobbiamo saper cogliere queste sfide e soprattutto mettere nelle condizioni le nostre ricercatrici e ricercatori di poter competere con le colleghe e colleghi di tutto il mondo.

Azioni

  1. Creazione di una piattaforma a partire dai dati esistenti disponibile a tutte le ricercatrici e i ricercatori di Ateneo dove vengono descritte tutte le strumentazioni e le attrezzature di ricerca allo stato dell’arte. Nella stessa piattaforma saranno anche descritte le potenzialità e le misure che tali strumentazioni possono produrre

    Tempi:

    • Progettazione della piattaforma (make or buy): 06/2022
    • Censimento delle strumentazioni: 12/ 2022
    • Piattaforma on line: 06/ 2023

  2. Creazione di un gruppo di lavoro permanente per il monitoraggio dello stato delle attrezzature e strumentazioni e che sia in grado di proporre l’acquisto delle nuove apparecchiature necessarie per mantenere un livello minimo di dotazione adatto per la ricerca di avanguardia. Tale gruppo di lavoro dovrà anche supervisionare eventuali richieste di acquisti che si configurino come “doppioni” di strumentazione esistente

    Tempi:

    • Individuazione degli esperti interni ed esterni: 06/2022
    • Insediamento del tavolo: 12/2022
    • Operatività del tavolo con due riunioni all’anno: 01/2023

È fondamentale pensare ad azioni volte a rendere permanente e programmata l’azione di acquisizione di strumentazioni e apparecchiature che diano la possibilità ai nostri ricercatori di rimanere allineati alla ricerca di frontiera.

È fondamentale dare luogo alla creazione di pochi centri di eccellenza interdipartimentali dotati di strumentazioni e competenze (personale docente e tecnico) oggi non solo non più rinunciabili, non solo ovviamente "enabling", ma che ci allineino, anche culturalmente, sulle grandi sfide scientifiche di domani. Affinché il futuro delle scienze della vita e delle scienze biomediche, delle scienze “dure” e dell’ingegneria ci colga pronti ed in prima linea, e per creare una virtuosa, e diffusa, filiera di eccellenza della ricerca.

Non si può fare tutto in “casa” e per questo è necessario stimolare, anche con co-finanziamenti ad hoc, l'outsourcing delle tecnologie già mature che non ha senso replicare nel nostro Ateneo, con dispersione di risorse sia finanziarie che umane che non ci possiamo più permettere.

Spesso non si conosce a fondo la ricerca che viene fatta nel nostro Ateneo. Si deve promuovere l’identificazione delle aree di sofferenza ed eccellenza che potrebbero maggiormente beneficiare da un forte investimento in nuova strumentazione e infrastruttura tecnologica, che vada oltre le attuali WCRI che hanno dimostrato la solita debolezza del termine “strategico” usato e abusato spesso in alcune delle iniziative di Ateneo, attraverso l'interazione tra nostri ricercatori ("call for ideas") ed una commissione creata ad hoc (composta da scienziati italiani o stranieri di livello internazionale esterni all'Ateneo e presieduta dal Rettore).

Insieme alle attrezzature e strumentazioni si deve dare supporto al reclutamento di nuovo personale che faccia dello sviluppo tecnologico in tutti i settori della ricerca la sua missione in aree identificate come "cutting edge", in quanto solo il continuo aggiornamento legato a tematiche di ricerca sentite come "proprie" è ciò che mantiene vive le strumentazioni nel tempo e ne previene una altrimenti velocissima obsolescenza. A questo si deve aggiungere il finanziamento di posizioni di Tecnologi di Ricerca, o figure equivalenti, capaci di supportare l'intera comunità scientifica sulle tematiche sopra identificate.

Questa è la strada che deve intraprendere il nostro Ateneo per massimizzare la messa in rete di scienze e scienziati diversi, per aumentare la competitività su bandi di finanziamento internazionali, per rendere il nostro Ateneo un centro di servizi globalmente riconosciuto per queste tecnologie, per gemmare imprese dalla ricerca e attrarre talenti e finanziamenti dal mondo.