Next Generation EU: un’opportunità da cogliere

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La ricerca al centro

Next Generation EU

Next Generation EU: un’opportunità da cogliere per finanziare il futuro della ricerca

La risposta europea alla crisi economica innescata dalla recente pandemia prevede un massiccio piano di investimenti che trova concretizzazione nazionale nel cosiddetto Recovery Plan o Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. La nostra Università è chiamata ad un ruolo fondamentale nell’indirizzare alcune scelte che rendano efficaci gli investimenti dell’Europa e che mirino allo sviluppo del nostro Paese in una direzione di un maggiore investimento in ricerca di base e innovazione.

Dovremo diventare protagonisti all’interno del programma “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza” (PNRR) noto anche come #Nextgenerationitalia che prevede una dotazione di oltre 210 Miliardi di Euro con alcuni capitoli dedicati alla ricerca e al trasferimento della conoscenza. Dedicheremo un paragrafo a parte al tema del trasferimento tecnologico e della terza missione in relazione al NextgenerationEU nel capitolo sulla terza missione, ma ho voluto citare tale misura in questo contesto per sottolineare che solo una eccellente ricerca di base porta ad una eccellente ricaduta tradotta in altrettanta innovazione per far crescere il tessuto sociale, culturale e imprenditoriale del nostro territorio. 

Oltretutto il PNRR richiama alcuni temi fondamentali per la ricerca di base e soprattutto per le infrastrutture necessarie per le attività che questa comporta.

Azioni

  1. Dar vita ad alcuni tavoli di lavoro a tema che abbiano come scopo quello di entrare nelle reti che decideranno come utilizzare i fondi e quali università coinvolgere

    Tempi:

    Costituzione dei tavoli in numero adeguato: 10/2021

Citiamo solo a titolo d’esempio il capitolo dedicato agli investimenti “Dalla Ricerca all’Impresa” che vede, a differenza del titolo che si presta a fraintendimenti, molti investimenti in ricerca di base tra i quali citiamo:

  • Partenariati allargati estesi a Università, centri di ricerca, imprese e finanziamento progetti di ricerca di base  
  • Finanziamento ai giovani ricercatori
  • IPCEI partenariati di ricerca e innovazione
  • Ecosistemi dell'innovazione e campioni territoriali di R&S
  • Potenziamento strutture di ricerca e creazione di campioni nazionali di R&S su Key Enabling Technologies (Agritech, Fintech, IA, Idrogeno, Biomedics)

L’accesso a questi schemi di finanziamento, che richiedono in molti casi partecipazioni ad ecosistemi dell’innovazione, non ammette improvvisazioni.

Il nostro Ateneo deve supportare in tutti i modi i ricercatori che esprimono una eccellenza nei settori oggetto di finanziamento per creare le condizioni per poterli ricevere e sfruttare nel migliore dei modi. Ricordiamo che le Key enabling Technologies citate nel documento sono Quantum Computing, Biofarma, Ambiente ed Energia, Intelligenza Artificiale, Idrogeno, Agritech e Fintech, argomenti sui quali la nostra ricerca presenta delle eccellenze a livello internazionale e che ottimamente si prestano a studi multi- e interdisciplinari.

Sarà necessario lavorare per ospitare almeno un paio di questi centri di alta tecnologia di interesse nazionale, facendo prevalere, nelle sedi opportune, quali criteri per l’assegnazione delle risorse, le competenze, il merito e le eccellenze, abbondantemente presenti nel nostro Ateneo, piuttosto che altri parametri tipici del nostro Paese.

Infine il PNRR prevede anche un Piano Nazionale volto a potenziare i sistemi di osservazione della Terra per il monitoraggio dei territori e dello spazio in generale, al fine di potenziare le competenze nazionali nella cosiddetta space economy. Le competenze multidisciplinari indubbiamente presenti nel nostro Ateneo verranno valorizzate e agevolate, con opportune azioni a livello nazionale per l’accesso a queste importanti risorse.