Il personale Tecnico e amministrativo

 

Semplificazione

Il personale Tecnico e amministrativo

Il personale Tecnico e amministrativo una risorsa strategica e fondamentale per lo sviluppo dell’Ateneo nei prossimi anni

La nostra università crea ricerca di alto livello, sviluppa ed eroga percorsi di formazione superiore di grande qualità, condivide conoscenza, tecnologia, cultura e patrimonio storico e culturale con il territorio. Tutto questo lo può fare grazie ai suoi ricercatori e docenti, ma anche e soprattutto a chi, con la propria opera e professionalità fa funzionare la nostra casa, mantiene viva l’attività dei laboratori di ricerca, permette di fare acquisti, di assumere nuove persone, si mette a servizio del territorio, crea e gestisce la struttura e i servizi informatici del nostro Ateneo, grazie a chi la nostra casa la rinnova in continuazione e la mantiene sempre in linea con i protocolli di sicurezza.

Questo è il nostro personale tecnico ed amministrativo, i collaboratori linguistici e tutte le persone che in modi diversi contribuiscono a far crescere la nostra casa, che consentono a noi docenti e ricercatori di concentrarci sul nostro lavoro con la serenità di chi sa che può contare sulla professionalità di chi è sempre ponto a risolvere i tuoi problemi, a metterti nelle condizioni migliori per lavorare, per fare lezione per vivere e lavorare in luoghi sicuri e piacevoli.

Le persone che rivestono questo ruolo di supporto non sono altro, non sono “noi e loro”, sono, insieme a tutte le ricercatrici, i ricercatori e i docenti il nostro Ateneo, la nostra casa. Fanno lavori diversi, ma non per questo meno essenziali di quello che tutti noi svolgiamo tutti i giorni. Fanno il loro lavoro con dedizione, passione e professionalità per questo a loro va riservata grande attenzione.

Soprattutto si deve agire per sviluppare una politica più attenta alla valorizzazione delle grandi professionalità che abbiamo la fortuna di possedere nel nostro Ateneo.

Il primo punto sul quale è necessario porre l’attenzione sta nella formazione continua del nostro personale. È necessario creare delle vere opportunità di crescita con una formazione che sia soprattutto volta a far acquisire alle persone competenze al passo con i tempi. È fondamentale fare in modo, con l’adeguata preparazione e con i dovuti riconoscimenti, che a tutti i livelli i nostri collaboratori possano sempre più spesso rispondere con “perché no” piuttosto che con “si ma…”. Non si tratta di uno slogan ma di un vero percorso di valorizzazione delle persone che lavorano negli uffici e nei laboratori con diversi compiti. La semplificazione dei processi amministrativi passa anche attraverso una maggiore responsabilizzazione dei ruoli tecnici ed amministrativi. Team building, lavoro per obiettivi e volto al risultato piuttosto che al mansionario, competenze linguistiche in un ateneo che vuole fare dell’internazionalizzazione una sua missione importante, accompagnare verso un migliore utilizzo delle tecnologie informatiche sono alcune delle strade da seguire per far crescere la già ottima professionalità del personale tecnico ed ammnistrativo.

Azioni

  1. Dar luogo a percorsi di formazione personalizzati e specifici per il ruolo ricoperto che facciano acquisire competenze trasversali fondamentali per dare la possibilità al nostro personale di rispondere sempre più spesso con “perché no” invece che con “si ma”

    Tempi:

    • Costituzione di un gruppo di lavoro per la definizione di nuovi percorsi di formazione per il PTA: 03/2022
    • Erogazione dei primi nuovi contenuti di formazione:09/2022

  2. Valorizzare le persone meritevoli con avanzamenti di carriere adeguati
  3. Dare maggior spazio allo smart working a formare in modo opportuno il personale responsabile degli uffici per valutare in modo adeguato il lavoro fatto da casa
  4. Dar vita ad un ruolo di responsabile delle risorse umane che si faccia carico dei percorsi di formazione e carriera dei singoli

    Tempi:

    • Individuazione di alcune persone all’interni dell’Ateneo cin formazione ed esperienza adatte a ricoprire il ruolo di responsabile HR: 06/2022
    • Sperimentazione della figura del responsabile HR presso alcuni selezionati dipartimenti: 01/2023

  5. Proporre presso il MUR la figura del tecnologo di ricerca che possa essere assunto a tempo indeterminato al fine di dotare i laboratori di figure con competenze adeguate per utilizzare e gestire apparecchiature e strumentazioni scientifiche complesse

Nei prossimi anni poi sarà sempre più utilizzata anche la modalità dello smart working e se si vuole trarre vantaggio da questa nuova modalità che può portare notevoli vantaggi a livello organizzativo, si deve dare la formazione adeguata alle/ai capo ufficio e alle/ai dirigenti che dovranno gestire in modo completamente diverso il lavoro delle loro collaboratrici e collaboratori. Anche per loro sarà necessario velocemente pianificare percorsi di formazione ad hoc.

Ma l’impegno e lo spirito di servizio devono garantire ai migliori e a coloro che più si impegnano, una prospettiva di carriera certa. O si cambia rotta e si investe in modo deciso sulla valorizzazione del personale o ci ritroveremo presto con persone demotivate e soprattutto dovremo avere a che fare con un clima lavorativo che non è adatto ad una università che è stata dichiarata “best place to work”.

Il personale tecnico ed ammnistrativo va ascoltato e coinvolto di più nelle decisioni che si riferiscono ad aspetti organizzativi o legati a cambiamenti di processi e procedure. L’ascolto e la condivisione sono non solo l’unico modo per raggiungere i migliori risultati dal punto di vista della qualità del nuovo assetto organizzativo o del nuovo processo o procedura, ma anche per l’accoglimento del nuovo assetto o per l’implementazione della nuova procedura, specialmente se questi sono imposti da una amministrazione centrale e rivolti ai dipartimenti.

C’è bisogno di una maggiore interazione tra la cosiddetta amministrazione centrale e le amministrazioni e il personale tecnico dipartimentale. Spesso questo rapporto è vissuto in termini quasi conflittuali, come se si lavorasse per due istituzioni diverse. Si deve recuperare velocemente questo rapporto mettendo in evidenza le sinergie e le necessità di collaborazione piuttosto che i pochi punti di differenza. I dipartimenti sono i luoghi dove si svolge la ricerca, si eroga la didattica e si svolge attività di terza missione, l’amministrazione centrale ha lo scopo, oltre che a far funzionare gli organi istituzionali di governo, di gestire la macchina amministrativa globale e di erogare servizi di qualità e di supporto ai dipartimenti.

Una riflessione a parte va dedicata al sistema di valutazione attualmente in uso nel nostro Ateneo. A parte la complicazione del sistema stesso che per essere interpretato per bene ha bisogno di competenze specifiche, una parte di questo è addirittura opera di un progetto di ricerca del Politecnico di Milano. Pur nella necessità di mettere in campo un sistema della valutazione delle performance in quanto richiesto da leggi e regolamenti nazionali, la macchinosità del sistema e gli algoritmi che ne stanno alla base a mio parere difficilmente raggiungono il risultato cui si dovrebbe tendere, come per qualsiasi processo di valutazione, ovvero migliorare le prestazioni delle strutture e del singolo e di premiare i più meritevoli. Ancora una volta sembra che il sistema pensato e attuato sia rivolto all’ottemperare alla richiesta di legge piuttosto che arrivare a quello che ho descritto essere il fine ultimo della valutazione. Anche su questo sarebbe opportuno sentire la voce della base cioè di coloro che devono ogni giorno avere a che fare con la valutazione pratica del lavoro svolto dai collaboratori. Basarsi di più sulla sostanza che sulla forma dovrebbe essere, sulla valutazione delle performance come su altre azioni, il leit motiv del nostro Ateneo nei prossimi anni.

Desidererei che, in questo come in altri aspetti, il nostro ateneo si ponesse all'avanguardia in una sorta di meditata ma coraggiosa sperimentazione normativa: pur naturalmente nel rispetto della cornice giuridica data, riterrei che si debba provare a immaginare nuovi e meno consueti modelli organizzativi e disciplinari, a dare contenuti e significati nuovi alle norme, sfruttando al meglio le potenzialità scientifiche e le esperienze di cui siamo ricchi.  

Infine, la valorizzazione del personale tecnico ed ammnistrativo passa attraverso un maggior coinvolgimento delle strutture e degli uffici interessati nella scelta delle persone e dei ruoli che le persone stesse all’interno delle strutture e degli uffici devono ricoprire. Troppo spesso ci sono delle volontà “dall’alto” che si introducono improvvisamente nelle pianificazioni di carriera che dirigenti, responsabili etc. hanno progettato anche insieme alle persone. È sempre più necessario, anche per queste ragioni, dar vita all’interno dei dipartimenti, ad una figura di responsabile delle risorse umane che abbia come scopo proprio quello di pianificare i percorsi di formazione e di carriera delle persone che lavorano nelle strutture al fine di garantire loro, a fronte di un impegno adeguato e a risultati conseguiti, un avanzamento di carriera sicuro e pianificato.