Semplificazione

La strategia di un Ateneo

La strategia di un Ateneo: non procedure ma visione condivisa

Abbiamo assistito per la prima volta allo sviluppo delle linee strategiche di Ateneo in preparazione della prima visita dei GEV, avvenuta qualche tempo fa. Linee strategiche che avevano come unico scopo quello di ottemperare alle procedure di qualità di Ateneo in funzione della visita stessa dei GEV, sono state formulate in fretta e soprattutto senza discutere tale strategia in profondità per progettare un programma di sviluppo che proietti la nostra università in una visione di un arco temporale di almeno 10 anni.

L’analisi della società, dei suoi cambiamenti, la libertà di ricerca, i grandi temi verso i quali si sta muovendo il mondo, il mondo del lavoro, le modalità di erogare i servizi, la didattica del futuro, il rapporto con il territorio sono tutti temi che devono essere affrontati in termini prospettici e soprattutto che vanno discussi a livello assembleare.

Il mondo sta cambiando e con esso anche le modalità con le quali dovremo imparare a fare ricerca, ad erogare la didattica e a fare terza missione.

Mettere mano alle linee strategiche di Ateneo vuol dire fare questo, ovvero fare uno sforzo di guardare e porre il nostro Ateneo in uno scenario futuro e per quello scenario discutere ora le direzioni da prendere.

Azioni

  1. Definire le modalità con le quali coinvolgere l’Ateneo nello sviluppo di un piano strategico di medio lungo periodo. Dar vita al piano strategico e di visione per farlo diventare il manifesto della nostra Università in occasione delle celebrazionei degli 800 anni

    Tempi:

    • Costituzione del gruppo organizzatore per lo sviluppo del piano strategico: 12/2021
    • Organizzazione delle attività: 03/2022
    • Realizzazione del piano e del manifesto: 12/2022

Il processo di qualità deve essere il mezzo non lo scopo. Il driver, la guida per lo sviluppo della nostra università sono soprattutto la capacità di traguardare a quello che vorremmo essere tra 10-20 anni. Su questi aspetti ci dobbiamo tutti interrogare e prevedere, nei prossimi mesi, una discussione ampia che coinvolga tutti i ruoli presenti nel nostro Ateneo. Studentesse e studenti, ricercatrici e ricercatori, docenti, personale tecnico ed amministrativo, organi di governo devono essere chiamati a dare un grande contributo al piano strategico e di sviluppo della nostra università. Questo diventa quasi l’obiettivo principale delle celebrazioni degli 800 anni dalla fondazione della nostra università, evento che deve diventare non tanto un punto di arrivo quanto un nuovo punto di partenza, un nuovo stimolo per ripensare alla nostra Università come una istituzione che deve contribuire allo sviluppo del nostro Paese. Il ruolo di quarta missione che ho più volte ribadito nel corso della rappresentazione di queste mie idee di università è sempre più fondamentale e sempre più centrale.

Partecipare ai tavoli di ricostruzione richiede una visione ampia, una partecipazione collettiva, una strategia che solo un Ateneo come il nostro può rappresentare.

Chiamiamoli Stati Generali, assemblea programmatica, sviluppo del piano strategico, ma ad una azione importante dobbiamo dar vita nei prossimi mesi. Tutti insieme, con dedizione e condivisione pensare a cosa vuole essere e a quali risposte è chiamata a rispondere la nostra università nei prossimi 20 anni.