Terza e quarta missione

Il patrimonio storico-culturale dell’Ateneo

Patrimonio storico-culturale dell’Ateneo: un tesoro da conoscere, far conoscere e vivere (da tutti)

È necessario, prima di introdurre questo tema all’interno della terza missione, porre in evidenza che la trattazione del patrimonio storico-culturale del nostro Ateneo avrebbe bisogno di una sezione a parte in quanto esso può essere intrepretato sia come ambito di ricerca, sia come strumento fondamentale per la didattica, e sia, soprattutto, come patrimonio di valorizzazione della terza missione. E ancora le tre missioni non sarebbero sufficienti a descrivere quello che il nostro Ateneo deve fare per valorizzare il suo patrimonio storico-culturale, basti pensare alle opere di edilizia e messa in sicurezza di tutti i musei e palazzi, patrimonio dell’Ateneo.

 

L’Università di Padova nel corso dei secoli ha realizzato e acquisito un enorme patrimonio culturale, costituito da edifici storici di grande pregio (Palazzo Bo, Palazzo Liviano, Sala dei Giganti, parco e Villa Revedin-Bolasco), uno straordinario Orto botanico, fondato nel 1545, patrimonio UNESCO dal 1997, con il recente Giardino delle Biodiversità, biblioteche e archivi storici, oggetti d’arte e collezioni naturalistiche, archeologiche, artistiche e di strumenti scientifici di immenso valore, raccolte in 13 Musei e in 16 collezioni dipartimentali ancora prive di un’adeguata esposizione.

Un patrimonio che ha accolto la comunità universitaria, ha stimolato la ricerca e consentito la formazione di tante generazioni di studentesse e studenti.

Consapevoli del loro valore, sentiamo la responsabilità e il desiderio non solo di conoscerlo sempre meglio e di tutelarlo, ma soprattutto di trasmetterne il valore alle generazioni future e di metterlo a disposizione della comunità accademica e di tutta la collettività.

Pensiamo infatti che palazzi storici, Orto botanico e Musei universitari debbano essere i luoghi previlegiati, da un lato, per l’incontro e il confronto tra tutte le componenti del corpo accademico (docenti, ospiti, studenti interni ed esterni), dall’altro per rinsaldare il legame e lo scambio tra Università e il territorio. Analogamente, biblioteche ed archivi devono essere gli strumenti essenziali a disposizione della comunità accademica così come della collettività.

In linea con quanto avviato negli ultimi anni, si intende quindi investire in risorse umane e finanziarie per proseguire e potenziare l’opera di conoscenza e valorizzazione di questa straordinaria eredità e di implementarla, trasformando tali interventi in progetti interdisciplinari di ricerca, di didattica e di fruizione libera e inclusiva.

Azioni

  1. Creare un gruppo di lavoro per il censimento sistematico delle strutture, degli arredi, dei manufatti storico-artistici, del patrimonio librario e archivistico dell’Ateneo, valorizzando le competenze pre-senti in Ateneo. Realizzazione di una piattaforma unica per la gestione e la fruizione del patrimonio storico-artistico dell’Ateneo

    Tempi:

    • Costituzione del gruppo di lavoro: 06/2022
    • Avvio del censimento: 06/2022
    • Piattaforma e condivisione dei risultati del censimento: 12/2023

  2. Attivare un piano di monitoraggio sistematico delle architetture, degli arredi, dei manufatti artistici, del patrimonio librario e archivistico, attraverso la creazione di un gruppo di lavoro che si interfac-ci anche con gli enti preposti alla tutela del patrimonio culturale (soprintendenze) per garantire una proficua collaborazione e confronto in relazione agli interventi da intraprendere

    Tempi:

    • Costituzione del gruppo interno di lavoro: 06/2022
    • Progettazione del sistema di monitoraggio: 12/2022
    • Costituzione del tavolo misto UNIPD/istituzioni: 12/2022
    • Realizzazione monitoraggio e gestione interventi: 5 anni a partire dal 2023

  3. Coinvolgere le nostre competenze interne dell’Ateneo nell’attività di rilievo e documentazione di-gitale delle architetture, degli arredi, dei manufatti artistici, valorizzando le competenze scientifiche presenti in Ateneo, attraverso il catalogo digitale nazionale (Sigecweb), o anche con strumenti di-gitali più agili e nello stesso tempo proseguire e potenziare l’attività relativa alla creazione di do-cumentazione digitale del patrimonio librario e d’archivio, potenziando la biblioteca digitale di Ateneo (open access), in modo da metterlo a disposizione di tutti, con ricadute nella ricerca e nella valorizzazione.

    Tempi:

    • Costituzione del gruppo interno di lavoro: 06/2022
    • Progettazione e scelta dei sistemi di digitalizzazione: 12/2022
    • Realizzazione del sistema digitale per il patrimonio : 5 anni a partire dal 2023
    • Realizzazione del sistema digitale biblioteche : 5 anni a partire dal 2023

  4. Creare una sinergia con le altre realtà culturali presenti in città e nella Regione, formalizzando ac-cordi e convenzioni con gli enti territoriali e statali, in vista dell’inserimento del patrimonio dell’Ateneo in programmi comuni e coordinati di valorizzazione (bigliettazione unica, Card, acco-glienza di eventi della città).
  5. Creare un tavolo permanente di lavoro tra CAM e dipartimenti per gestire le collezioni i termini di spazi e personale dedicato. Creare una sinergia con le altre realtà museali presenti in città e nella Regione, formalizzando accordi e convenzioni, in modo da inserire i musei universitari nel circuito culturale del territorio, offrendo opportunità lavorative e di formazione a giovani e studenti.

    Tempi:

    • Costituzione del gruppo interno di lavoro: 06/2022
    • Censimento di spazi e risorse dedicati alle collezioni: 12/2022
    • Assunzione e/o assegnazione di personale dedicato: 06/2024
    • Assegnazione e/o costruzione di spazi dedicati per le collezioni: 5 anni
    • Accordi con amministrazioni e enti: 12/2022

Nello stesso tempo si intende favorire le possibilità di accesso e di fruizione di tale patrimonio storico da parte dei docenti e degli studenti dell’Ateneo nell’ambito delle molteplici attività connesse alla ricerca, alla didattica, all’ospitalità di colleghi italiani e stranieri.

Tali luoghi devono essere sentiti come la “casa comune” della comunità accademica, chiamata personalmente a riconoscerne e trasmetterne il valore, contribuendo alle attività di conoscenza e di massima condivisione con il territorio, di cui l’Ateneo intende farsi promotore e sostenitore.

A tal fine si sono individuate tre direzioni, tra di loro interconnesse, sulle quali operare. In primo luogo è fondamentale promuovere e sostenere lo studio, la conoscenza e la pubblicazione del patrimonio architettonico, storico-artistico e delle collezioni dell’Università pensando ad una terza missione interna al nostro Ateneo, ovvero trasformandoli in laboratori sperimentali di ricerca e didattica interdisciplinare sui beni culturali.

Il Patrimonio può diventare esso stesso un laboratorio per sostenere e sperimentare forme nuove forme di comunicazione dei beni culturali come pure un laboratorio per l’uso di tecnologie all’avanguardia in questi settori che nel nostro paese sono ancora piuttosto rare.

È altresì necessario potenziare e sostenere azioni che consentano una fruizione inclusiva del patrimonio dell’Università da parte di scuole, cittadini e turisti, facendone un laboratorio sperimentale di ricerca interdisciplinare per favorire il superamento di barriere fisiche, sensoriali e culturali secondo i principi affermati nella Convenzione Faro (2005), ratificata dall’Italia nel 2020.

È infine necessario potenziare la ricerca scientifica, la tutela, la gestione e la valorizzazione del patrimonio architettonico e botanico dell’Orto, eccellenza unanimemente riconosciuta dell’Ateneo patavino, secondo le indicazioni dell’UNESCO garantendo risorse e strumenti per proseguire le attività di ricerca, tutela e valorizzazione dell’Orto botanico promosse dal Centro di Ateneo Orto. È fondamentale sostenere la realizzazione del nuovo Museo Botanico, che accrescerà notevolmente il valore di questo comparto scientifico e culturale nel suo insieme. Si vuole nei prossimi anni spingere verso una maggior integrazione del nostro Orto Botanico con gli altri Orti Botanici e con gli altri siti Unesco presenti in Italia e all’estero, creando occasioni di incontro e scambio  nell’ambito di progetti di ricerca e iniziative di valorizzazione.

I Musei e le collezioni di Ateneo costituiscono uno dei “tesori” più preziosi di tutti i grandi atenei storici, patrimonio in sé ma anche espressione identitaria degli atenei stessi e della loro storia di centri di ricerca e formazione. Essi vanno quindi studiati, preservati, valorizzati e gestiti in modo adeguato al ruolo fondamentale che hanno avuto e che continuano ad avere. Ci sono però alcune collezioni e tra queste alcune immateriali (audio e video) che rischiano di essere perdute, causa obsolescenza dei supporti e dell’equipaggiamento di lettura o che sono relegate in spazi angusti e non adeguati all’importanza delle collezioni stesse. Anche dove digitalizzate, grazie a iniziative di singoli docenti e/o gruppi di ricerca, non esistono buone pratiche per la valorizzazione di tali collezioni anche audio e video. È quindi necessario e urgente realizzare una attenta verifica degli spazi a disposizione dei musei e delle collezioni dipartimentali, pianificando un piano di interventi volto a garantire spazi adeguati alla consistenza delle collezioni, in termini di superficie, arredi e strumenti per l’esposizione, i magazzini e i laboratori per lo studio.  Insieme alle infrastrutture è altresì necessario realizzare una verifica delle risorse umane attive nei musei, garantendo la presenza di personale adeguato in numero e nella preparazione per rispondere alle esigenze di ricerca e didattica, ma anche di supporto tecnico e logistico e nel campo della comunicazione e gestione. Per questo è necessario creare una maggiore sinergia tra CAM (Centro di Ateneo per i Musei) e i dipartimenti che ospitano le collezioni.