Terza e quarta missione

L’Università come community-holder

La quarta missione e il ruolo dell’Università come community-holder

Concepire e promuovere la terza missione non solo come trasferimento di tecnologia verso le imprese, ma come trasferimento di conoscenza codificata verso il territorio e tutti gli attori strategici dello sviluppo (governi locali e regionale, associazioni di rappresentanza, terzo settore, imprese…), a partire dalle dimensioni locale e regionale.

L’Università di Padova costituisce un riferimento autorevole che può incidere in modo determinante sullo sviluppo regionale e nazionale, in questa fase storica di grandi “metamorfosi del mondo”, ponendosi come attore strategico dello sviluppo, non come stakeholder (portatore di interessi di parte) ma come community-holder, ovvero costruttore di comunità sostenibili nella prospettiva della responsabilità sociale di territorio.

In questa prospettiva andrebbero valorizzate adeguatamente anche le buone pratiche di innovazione sociale interne ed esterne all’ateneo, con un investimento esplicito sia nell’organizzazione interna dell’Ateneo, favorendo la cultura di rete e incentivando il lavoro di squadra interdisciplinare su quello individuale e settoriale, sia nelle relazioni di cooperazione con gli altri atenei regionali e nazionali, per rafforzare il contributo che le università possono dare allo sviluppo della regione e del Paese.

La prospettiva della responsabilità sociale di territorio offre anche l’opportunità di potenziare la terza missione universitaria dando forma e sostanza alla quarta missione, ovvero alla valorizzazione del ruolo dell’Università come attore strategico dello sviluppo regionale. In questo ambito possono essere indicate alcune linee di indirizzo, a partire dall’importante ruolo che l’Università di Padova può giocare nella costruzione e potenziamento dell’area metropolitana policentrica del Veneto centrale.

Rafforzare il nodo patavino, attraverso un’alleanza forte con il Comune di Padova per il potenziamento della città universitaria come smart community, proponendo azioni positive volte, per esempio, a integrare maggiormente la popolazione studentesca nella vita della città attraverso progetti specifici.

Azioni

  1. Favorire percorsi di acquisizione della residenza a Padova degli studenti Unipd fuori sede, attra-verso la definizione di una serie di incentivi e facilities. Questo consentirebbe al comune di Padova di superare la soglia critica dei 220.000 abitanti e di poter attivare una serie di politiche adeguate per lo sviluppo urbano di una città universitaria che accoglie oltre 60.000 studenti
  2. Partecipazione attiva all’Urban centre di Padova potenziando l’ambito della co-progettazione e le strategie di messa in rete delle varie componenti, tramite progettualità condivise per i quartieri della città, accompagnate da facilitatori esperti e concepite con una logica integrata e non settoriale
  3. Alla luce del nuovo progetto di mobilità sostenibile SMART (Sistema Metropolitano a Rete Tramviaria) ridisegnare lo sviluppo urbano dell’Ateneo: dalla città-campus, alla città con-campus (Fiera-Portello), raccordando ad esso gli altri poli universitari a rete compreso Agripolis. Gli 800 anni dell’Ateneo possono costituire un’occasione davvero importante per riflettere in modo condi-viso sulla relazione generativa università&città
  4. Sostenere la costruzione di reti di servizi interurbani, anche attraverso un accompagnamento esper-to di percorsi di co-progettazione partecipata per lo sviluppo e la rigenerazione urbana