Terza e quarta missione

Politiche inclusive e diritti umani

Politiche inclusive e diritti umani – esportare competenze e best practices per la crescita del territorio

La libertà accademica di chi insegna e fa ricerca è a tutt’oggi una sfida in diversi paesi del mondo, anche molto vicini all’Italia. In Turchia oltre mille docenti hanno subito persecuzioni, dalla proibizione di viaggiare fino al licenziamento e alla detenzione, dopo aver firmato, nel gennaio 2016 una petizione per la pace nei territori abitati dalla minoranza curda. In Bielorussia la comunità accademica ha preso parte alle mobilitazioni pacifiche seguite alla rielezione del presidente nel 2020, e molti suoi membri sono stati colpiti, allontanati dalle università e arrestati nei mesi successivi. In Iran studiosi e studiose vengono arrestati con accuse implausibili nel tentativo di mettere a tacere voci critiche nei confronti del governo. In Egitto conosciamo le circostanze tragiche che hanno coinvolto giovani ricercatori come Giulio Regeni e Patrick Zaki, in un contesto dove sono centinaia i giovani le cui libertà di espressione e di poter fare ricerca sono costantemente violate. Ma la libertà accademica è a rischio anche nei contesti democratici, laddove non venga rispettato il principio dell’autonomia delle università e di chi vi lavora; e dove forme di precariato diffuso impediscono la possibilità di costruire percorsi accademici in cui le capacità e le curiosità individuali possano esprimersi in maniera piena, contribuendo alla crescita delle comunità accademiche e allo sviluppo della società.

Azioni

  1. Dare continuità all’adesione a SAR internazionale e favorire lo scambio di informazioni, cono-scenze e buone pratiche fra le diverse strutture di Ateneo interessate. Proseguire sul filone delle attività internazionali, nazionali e locali (ad esempio: la partecipazione alla conferenza Biennale di SAR international, il coinvolgimento di SAR nella Alleanza europea ARQUS, la col-laborazione nell’iniziativa ‘Swetaly’ fra CRUI italiana e Assemblea dei Rettori svedese). Parte-cipare alla riflessione e alle azioni promosse da SAR internazionale circa l’adozione, la promo-zione e l’utilizzo dell’Academic Freedom Index (AFI, sviluppato da Friedrich-Alexander-Universitat Erlangen-Nurnberg (FAU), the V-Dem Institute, the Scholars at Risk Network, e Global Public Policy Institute)
  2. Istituire un Fondo di Ateneo dedicato ad attività di protezione e accoglienza per il co-finanziamento di almeno un assegno SAR all’anno dedicato all’ospitalità di studiosi/e a ri-schio. Sostenere e valorizzare gli Students Advocacy Seminars, forme di didattica esperienziale volti all’elaborazione di campagne di advocacy a favore di studiosi/e reclusi
  3. Organizzare un convegno internazionale nell’ambito delle celebrazioni degli 800 anni dell’Ateneo di Padova, dedicato ad una rilettura del Motto dell’Ateneo “Universa universis: 800 anni di libertà accademica”

    Tempi:



    • Pianificazione delle attività di continuità del SAR: 12/2021
    • Istituzione del fondo dedicato: 06/2022
    • Organizzazione del convegno 800 anni: 12/2021

Diversi documenti sono stati adottati a livello europeo e internazionale, nel corso del 2020 - tra queste la Bonn Declaration on Freedom of Scientific Research adottata dalla Conferenza Ministeriale della European Research Area - nei quali è fatto esplicito riferimento alla necessità di adottare misure per la promozione, il monitoraggio e la protezione della libertà accademica, essenziale per il funzionamento di società democratiche.

In questo contesto, l’Università di Padova ha aderito nel maggio 2017 alla rete internazionale di Scholars at Risk (SAR), nell’ambito delle “iniziative finalizzate ad implementare il processo di internazionalizzazione dell’Ateneo” e per dare concretezza ai principi fondanti del proprio Statuto (Art. 1.2). Padova ha coordinato la rete italiana fra il 2019 e il 2021 e, nell’Assemblea di SAR Italia dell’8 marzo 2021, Padova è stata riconfermata come membro del Comitato Direttivo e coordinatrice delle attività della rete nazionale per i prossimi due anni. Questa conferma testimonia il riconoscimento di cui l’Ateneo di Padova gode nel contesto nazionale, e al tempo stesso chiama l’Ateneo a consolidare il proprio impegno, organizzandosi al meglio per realizzare le proprie attività a livello locale, nel contesto nazionale e misurandosi con gli sviluppi internazionali. Questa attività va potenziata e diffusa per restituire al territorio “buone pratiche” nell’accoglienza di studenti e docenti “rifugiati” e nel porre all’attenzione della società civile la negazione della democrazia e della libertà in alcuni paesi.