Quarta missione e Pnrr: opportunità da non perdere

 

Terza e quarta missione

Quarta missione e Pnrr: opportunità da non perdere

La quarta missione e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza nell’ambito della sostenibilità, dell’inclusione sociale e della trasformazione digitale: un’opportunità da non perdere

Il 30 aprile è stato inviato alla Commissione Europea il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che diventerà il vero asse portante della ripresa del nostro Paese attraverso sei missioni principali:

 

  1. Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura
  2. Rivoluzione verde e transizione ecologica
  3. Infrastrutture per una mobilità sostenibile
  4. Istruzione e ricerca
  5. Coesione e Inclusione
  6. Salute

 

In ciascuna di queste missioni, e in particolar modo nella missione 4, istruzione e ricerca, la nostra Università deve avere un ruolo di leadership nei confronti del nostro territorio. È in questo ambito che la quarta missione della nostra Università va esercitata in modo pragmatico, traducendo gli obiettivi del PNRR in azioni concrete e realizzabili nell’arco di pochi anni. È fondamentale da questo punto di vista dare vita ad un tavolo istituzionale tra Regione, Industria, attori economici e istituzioni per creare le opportunità per il nostro territorio di ospitare alcune delle iniziative finanziate dal piano. Nello stesso tempo è fondamentale istituire un tavolo di lavoro interno da insediare prima possibile, e comunque entro il 2021, e che abbia come obiettivo primario quello di intercettare attraverso progettualità concrete i fondi disponibili sulla missione 4 – Istruzione e ricerca – per favorire l’accesso all’università (con particolare attenzione alle donne e STEM), per rendere disponibile un numero maggiore di posti letto per studentesse e studenti sia nella sede centrale di Padova che nelle sedi di Vicenza e Agripolis, qui con i servizi accessori di mense e common rooms, per intercettare i finanziamenti a nuovi posti per il dottorato di ricerca, soprattutto per i dottorati innovativi in ambito PA e per quelli cosiddetti industriali che tanto servono per far crescere il nostro tessuto imprenditoriale attraverso percorsi di innovazione sia di processo che di prodotto. Lo stesso tavolo dovrà farsi carico di rendere il nostro Ateneo un luogo di sperimentazione sia per la trasformazione digitale dei processi e procedure che per la transizione ecologica attraverso politiche vere di riduzione dei consumi energetici che nell’uso di fonti rinnovabili, come pure nell’adozione di buone pratiche che fanno riferimento a processi di economia circolare e di sostenibilità laddove tali pratiche si possono adottare (per ogni nuovo processo o per ogni modifica di processo fare riferimento al “Carbon footprint” ).

 

La terza missione non è “altro” rispetto a ricerca e alta formazione, ma parte integrante di esse. É una missione che attraversa le due precedenti, le arricchisce del dialogo con la società e le sue diverse componenti, le rende re-sponsabili, ossia capaci di rispondere ai bisogni che i diversi attori sociali esprimono, in particolare in questo tempo inedito in cui la pandemia sta agendo da acceleratore di trasformazioni sociali improvvise. Attraverso la terza missione, cioè, si fa anche ricerca e didattica, in particolare nell’area della formazione continua e del re-skilling, di cui il mondo del lavoro ha oggi particolare necessità. Si tratta non solo di trasferire, quanto di condividere i benefici della formazione superiore e della ricerca con un vasto insieme di soggetti, ma soprattutto di assumere un impegno pubblico dell’ateneo che definisce un processo bidirezionale, che implica dialogo e ascolto, con l’obiettivo di generare benefici reciproci.

Azioni

  1. Creazione di una commissione permanente interna all’ateneo di approfondimento del documento PNRR e suddivisione in gruppi di lavoro a tema sulle sei missioni del piano
  2. Elaborazione di un documento strategico e programmatico volto all’utilizzo dei fondi del PNRR, adottato dagli organi istituzionali dell’ateneo
  3. Creazione di un tavolo di lavoro aperto agli attori principali del territorio per l’elaborazione di un piano strategico per lo sviluppo di progetti innovativi legati all’attuazione delle missioni del PNRR

    Tempi:

    • Commissione permanente e gruppi di lavoro: 12/2021
    • Documento strategico interno su PNRR: 06/2022
    • Creazione del tavolo di lavoro permanente con il territorio: 12/2021

  4. Costruire una strategia di Ateneo volta a potenziare attività quali quelle previste nelle seguenti aree:

    • Produzione e gestione di beni artistici e culturali
    • Formazione permanente e didattica aperta
    • Attività di Public Engagement, riconducibili a:
      • Organizzazione di attività culturali di pubblica utilità
      • Divulgazione scientifica
      • Iniziative di coinvolgimento dei cittadini nella ricerca
      • Attività di coinvolgimento e interazione con il mondo della scuola
    • Produzione di beni pubblici di natura sociale, educativa e politiche per l’inclusione
    • Attività collegate all’Agenda ONU 2030 e agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs).
  5. Elaborare un piano strategico di Ateneo organizzato in due sub-aree di lavoro:

    • sub area 1) individuazione delle infrastrutture e delle risorse
      • economiche: il budget Terza missione di Ateneo va ampliato
      • umane e organizzative: mettendo ad esempio a disposizione delle strutture/figure di supporto in Ateneo, anche ampliando alcune funzioni della Fondazione Unismart
      • amministrative: favorendo procedure leggere e flessibili, quali quelle richieste da azioni leggere, che garantiscano le tempistiche tipicamente rapide di alcuni processi di Terza missione, favorendo, ad es. in specifici progetti interistituzionali, zone di lavoro burocracy light
    • sub area 2) redazione di una proposta da portare in sede CRUI, di
      • riconoscimento istituzionale dei prodotti di ricerca costruiti tramite attività di Terza missione (quali Report di ricerca, Linee guida nazionali, Kit metodologici, Piani nazionali, orientamenti di comitati etici, ecc.) che dal punto di vista della valutazione della ricerca a livello nazionale e internazionale siano valorizzabili, grazie e non nonostante, all’interdisciplinarità e l’intersezionalità del lavoro
      • riconoscimento istituzionale dell’attività didattica di TM, in particolare quella effettuata nella didattica aperta, nell’alta formazione e nella formazione continua degli insegnanti e degli operatori dei servizi, nel carico didattico istituzionale o in altre forme premiali, ecc.


    Tempi:

    • attivazione tavolo di lavoro: 12/2021
    • costruzione del piano strategico di Ateneo: 12/2022
    • negoziazione della proposta con la CRUI: 06/2023

La terza missione nelle humanities, e nello specifico nelle scienze umane, sociali, psicologiche e dell’educazione, supera l’idea di solo trasferimento per privilegiare una prospettiva di circolarità tra ricerca, azione e formazione. Essa infatti intende il sapere quale bene comune per permettere alla ampia comunità sociale di appropriarsene per divenire più equa, inclusiva e competente, in risposta anche all’obiettivo 16 degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) che intende rafforzare la creazione di istituzioni forti e giuste.

Si tratta di un’università che va verso i diversi attori della società per costruire giustizia sociale, completando il movimento dell’università che accoglie gli studenti, il target tradizionale, per garantire a tutti, anche ai soggetti che provengono dalle famiglie e dalle comunità sociali più svantaggiate, di partecipare alla conoscenza piuttosto che di restarne esclusi, assumendo un ruolo vivo e vivificatore nella società, in risposta ad alcune delle principali sfide indicate da Europa 2030, dal PNRR e dal Porto EU Social Summit del maggio 2021.

La quarta missione si deve esprimere anche in iniziative volte alla coesione e all’inclusione, facendo diventare il nostro Ateneo il luogo dove il territorio può attingere per trasferire buone pratiche alla società civile. In questo ambito, azioni volte alla parità di genere, all’attenzione verso le persone con disabilità, al contrasto alla vulnerabilità sociale e alla discriminazione in tutte le loro forme sono solo alcuni dei temi sui quali il nostro Ateneo può e deve dare l’esempio attraverso la ricerca e soprattutto attraverso l’implementazione di progetti e buone pratiche finanziate dal PNRR.

Si legge infatti nella dichiarazione finale del Social Summit EU di Porto, al punto 9:

“Siamo determinati a ridurre le disuguaglianze, a difendere salari equi, a combattere l'esclusione sociale e la povertà, perseguendo l'obiettivo di lottare contro la povertà infantile e di far fronte ai rischi di esclusione cui sono esposti i gruppi sociali particolarmente vulnerabili, quali i disoccupati di lunga durata, gli anziani, le persone con disabilità e le persone senza fissa dimora” https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2021/05/08/the-porto-declaration/

Terza e quarta missione sono dunque anche ricerca che produce saperi, cultura e innovazione sociale per e con i diversi attori in campo. I servizi, la scuola, i servizi educativi, culturali, sociali, sociosanitari delle ASL, il carcere, le strutture che erogano formazione permanente per le aziende e il mondo del lavoro, ecc. sono i laboratori di ricercatori engagés che mettono cioè in relazione ricerca, azione, formazione e policy making attraverso modelli plurali di ricerca partecipativa e/o translazionale in cui prende vita un processo di co-costruzione delle conoscenze con i partner sociali, piuttosto che di solo trasferimento delle conoscenze. Questo paradigma, in cui si va oltre l’idea che il ricercatore insegni e l’operatore applichi, disegna nuovi spazi dialogici fra ricercatori e professionisti, riposizionando il rapporto tra saperi della pratica e della ricerca. Data la struttura della seconda, quarta e soprattutto della quinta missione del PNRR, esso potrà fungere da apripista nell’implementazione di alcune azioni previste dallo stesso piano nazionale.

 

 

 

 

Rispetto all’area Attività di coinvolgimento e interazione con il mondo della scuola, l’Ateneo intende partecipare attivamente alle attività previste dalla missione 4 del PNRR e in particolare dalla missione M4C1.2 Miglioramento dei processi di reclutamento e di formazione degli insegnanti, che prevede di “costruire un sistema di formazione di qualità per il personale della scuola in linea con un continuo sviluppo professionale e di carriera, attraverso l'istituzione di (...) una Scuola di Alta Formazione”, in cui l’ateneo potrà garantire il proprio contributo in particolare nell’area della formazione  degli insegnanti dello zerosei e della scuola primaria, in continuità con i corsi di studio di Ateneo che formano gli educatori, le educatrici, gli e le insegnanti.