Sostenibilità, inclusione sociale e welfare

Supporto a giovani e famiglie: i figli sono opportunità, non limiti

Dare supporto ai giovani e alle famiglie per fare diventare i figli delle grandi opportunità e non dei limiti

Per il nostro Ateneo, la questione dell’asilo nido è paradigmatica e di grande potenziale, intersecandosi a diverse dimensioni. Il nido di Ateneo Milla Baldo Ceolin in via di costituzione e gestito in collaborazione con SPES, la cui apertura è prevista il prossimo settembre, può rappresentare una formidabile occasione capace di innescare un circolo virtuoso su diversi piani, oppure un’occasione sprecata se ridotto a mero contenitore di bisogni pratici e contingenti.  I diversi piani sono:

  • Welfare familiare: un nido aziendale risponde ai bisogni dei propri dipendenti (ma perché non anche degli studenti?), promuovendone il benessere famigliare, la conciliazione dei tempi di lavoro, la parità di genere affinché tale aspetto non pesi negativamente sulle possibilità di carriera di entrambi i genitori, come anche dovrebbe rispondere alla finalità di alimentare la coesione sociale all’interno della comunità accademica (personale docente, PTA e studenti/esse) e fra la comunità accademica e la comunità dei cittadini qualora si riservino dei posti per i non-dipendenti
  • Terza/Quarta missione: l’integrazione di ricerca e formazione nella pratica educativa, oltre alla dinamica interdisciplinare, apre ad una intrinseca vocazione di leadership del nido di Ateneo rispetto al contesto in cui è inserito, in particolare nei confronti degli altri servizi presenti nel territorio, nel quadro del sistema formativo integrato. Nel sistema zerosei sono infatti in avvio, in questo momento storico, dinamiche evolutive di grande rilievo: nel PNRR e nel Piano Nazionale Infanzia attualmente in fase di approvazione è presente un grande investimento per portare l’Italia ad avere posti per il 60% dei bambini al nido (oggi siamo al 23% su media nazionale) nei prossimi anni. Questa indicazione proviene anche dalla nuova ChildRight Strategy europea, in cui è presente fra l’altro, l’innovativa e ampia politica della Child Guarantee, ai blocchi di partenza anch’essa. Ci sarà quindi una grande ricaduta rispetto al fabbisogno formativo di educatori e quindi sui corsi di studio che formano educatori della prima infanzia, ma anche in termini di necessità di sperimentare modelli e innovazioni pedagogiche,
  • Specificità di risposta: il nido aziendale universitario correla la centralità del bambino (i suoi diritti e bisogni) e del proprio sistema familiare alle specifiche dinamiche del lavoro in ambito universitario, assumendo le condizioni di quest’ultimo come opportunità sulle quali plasmare l’offerta educativa (in termini di flessibilità di orario, fruizione, attività, partecipazione)
  • Interdisciplinarità: i servizi educativi per la prima infanzia hanno un’intrinseca tensione multidisciplinare, richiedendo apporti dalle scienze dell’educazione – pedagogia in primis, ma anche sociologia, antropologia, psicologia dello sviluppo- ma anche da neuroscienze, dal management (economico e del personale), dall’ingegneria dell’organizzazione e dell’informazione, dalle scienze ambientali, dall’architettura, dalla letteratura dell’infanzia, dalla musica, ecc. Sono queste tutte risorse del nostro Ateneo attivabili attorno alla pratica del servizio in un circuito di reciproca contaminazione tra comparti spesso separati, che contribuiscono a fare la differenza con altre tipologie di nido
  • Ricerca: luogo di ricerca scientifica per l’implementazione e l’integrazione di modelli innovativi, di pratiche di eccellenza, metodi, strumenti, modalità partecipative, con il valore aggiunto del rigore che caratterizza la ricerca universitaria, utile ad una validazione dei risultati e ad una loro condivisione sia sul piano scientifico, che sul piano delle ricadute sulle pratiche degli altri servizi. Nella pratica ciò implica che lo stesso coordinatore/coordinatrice del servizio sia un ricercatore, i cui costi potrebbero essere sostenuti dallo stesso Ateneo
  • Formazione: avendo il nostro Ateneo, corsi di studio specifici che formano le figure che operano nei servizi educativi per la prima infanzia, in termini di tirocinio e stage il servizio stesso può divenire un vettore formativo per i nostri studenti, moltiplicando le risorse disponibili per un potenziamento della attività educative, di ricerca, di coinvolgimento delle famiglie, ecc.

Azioni

  1. Garantire sostegno e continuità al nido di Ateneo sia in termini di risorse umane (comitato scientifico, team di esperti, ecc.) ed economiche

    Tempi:

    per tutta la durata del progetto di Nido di Ateneo

  2. Garantire al nido di Ateneo il supporto di un ricercatore che possa svolgere, almeno a part-time, la funzione di coordinatore scientifico

    Tempi:

    Tempi: 2022-2025

  3. Garantire, gradatamente nel tempo, un numero di posti adeguati alle esigenze del nostro personale docente e PTA nei nidi vicini ad almeno alcuni fra i diversi istituti e dipartimenti in modo diffuso per tutta la comunità accademica e nelle città di provenienza di tutto il personale. Il numero di posti va definito sulla base di una ricognizione di quanti dipendenti fruiscono dei nidi in convenzione oggi e del numero di congedi di maternità attivati negli ultimi due anni

    Tempi:

    2022 in poi

  4. Costruire con questi altri nidi un partenariato, ossia non solo una convenzione con rette calmierate per avere dei posti, ma un rapporto strutturale con il nido di Ateneo, anche con monitoraggio della qualità e supporto scientifico da parte di un team pedagogico specializzato nell’educazione della fascia 0-6 anni di cui possano far parte anche studenti tirocinanti pre e post laurea provenienti dai corsi di studio attinenti. Tale supporto è rivolto sia al personale educativo sia ai genitori dell’Ateneo che intendono fruire del servizio, in chiave di orientamento, sostegno alla funzione genitoriale, ecc.

    Tempi:

    2022 in poi

  5. Rendere disponibili servizi di babysitting e di assistenza a chiamata per bambini di più di 3 anni e per persone anziane, gestiti da nostre studentesse e studenti tirocinanti, opportunamente formati, garantire l’opportunità di usufruire di centri e campi estivi; ecc.

    Tempi:

    2022 in poi

Dato che un nido solo presumibilmente non copre il fabbisogno di tutti i dipendenti dell’università, tale ruolo di leadership strategica del Nido Milla Baldo Ceolin nella promozione di innovazioni di sistema, di diffusione formativa e organizzativa, può realizzarsi garantendo la funzione di perno all’interno di un modello di “nido diffuso”. Il nido di Ateneo si profilerebbe così come un laboratorio di costruzione di qualità pedagogica di cui altri nidi del territorio, non solo della città di Padova, ma anche dei comuni dai quali proviene il personale della nostra Università, potrebbero alimentarsi. La logica è quella delle politiche intersettoriali, inclusive e trasformative della EU, non di costruzione di un servizio esclusivo per l’Ateneo. In questo senso anche il nido di Ateneo e questa rete di servizi per l’infanzia si colloca nella visione della terza missione. La specificità dell’Ateneo non è infatti costruire servizi (il welfare non è di titolarità dell’Ateneo, ma delle diverse articolazioni dello Stato, anche se certamente, come ogni azienda pubblica o privata l’ateneo può garantire delle funzioni di welfare), ma costruire metodo, qualità e formazione del personale. Si tratta di avviare processi più che costruire spazi.