Sostenibilità, inclusione sociale e welfare

Un laboratorio a cielo aperto sui temi della sostenibilità

Far diventare la nostra Università un laboratorio a cielo aperto sui temi della sostenibilità

Nell’era geologica dell’Antropocene, caratterizzata da uno sfruttamento non razionale e pianificato delle risorse sia energetiche che materiali (“raw materials”) e da problematiche ambientali sempre più drammatiche (deforestazione, desertificazione progressiva, cambiamenti climatici, inquinamento e gestione di una quantità sempre maggiore di rifiuti di origine antropica, perdita della biodiversità), un approccio sostenibile alla produzione, al consumo, ai servizi, non è più derogabile. Il prossimo PNRR, se approvato dall’Unione Europea, porterà circa 70 miliardi di investimenti da utilizzare per la “transizione verde”, declinata ulteriormente in:

 

  • Imprese green ed economia circolare: 7 miliardi di euro
  • Transizione energetica e mobilità locale sostenibile: 18,2 miliardi di euro
  • Efficienza energetica / ristrutturazione edifici: 29,5 miliardi di euro
  • Salvaguardia della terra e delle risorse idriche: 15 miliardi di euro

 

Per supportare questa transizione epocale, il Paese ed il suo tessuto economico e produttivo necessiteranno di un forte e robusto apporto di conoscenza, competenze, ricerca ed innovazione nei vari settori individuati dal Piano. Anche Padova come Ateneo parte attiva della Rete delle Università per lo Sviluppo - RUS, sarà chiamata a fornire al Paese competenze, idee e supporto disciplinare, ma anche nuovi laureati preparati e mentalmente dinamici, per accompagnare quella auspicabile transizione ecologica che il Green Deal, il Recovery Fund e le politiche comunitarie imporranno al Paese da qua al 2030.

In questo contesto, l’Università di Padova, ateneo generalista e fortemente multi- e transdisciplinare, è da anni attivo, sia dal punto di vista della ricerca, sia dal punto di vista della didattica (inclusa la formazione continua) sia dal punto di vista dei rapporti con il territorio, su tematiche relative alla sostenibilità, ed ha negli anni palesato una ricchezza ineguagliata a livello nazionale in termini di competenze ed esperienze nell'ambito amplissimo e multiforme della sostenibilità ambientale, in tutte le sue varie e diversificate declinazioni. Recentemente, come vari corsi di laurea di recente istituzione testimoniano, tali competenze sono state anche declinate in attività formative volte a creare quelle figure professionali che la transizione ecologica richiederà. Recentemente poi, come il Rapporto di Sostenibilità annuale dell’Ateneo attesta, l’Università di Padova ha adottato una serie di iniziative virtuose per implementare politiche, anche di organizzazione delle attività logistiche, orientate ad un minore impatto in termini di consumi di energia e di materiali. Ne sono un esempio l’introduzione dei distributori di acqua potabile e le iniziative volte ad incentivare la mobilità su trasporto pubblico di personale e studenti. Padova quindi possiede già un panorama molto ampio di attività nell'ambito amplissimo e multiforme della sostenibilità ambientale, in tutte le sue varie e diversificate declinazioni. Padova ha quindi tutte le carte in regola, a livello di competenze ed esperienze, per attestarsi, a livello nazionale, come università di riferimento sulle tematiche della sostenibilità ambientale.

Azioni

  1. Individuare, all’interno dell’Ateneo, un coordinamento efficace e fluido tra le varie componenti accademiche che si occupano di tematiche legate alla sostenibilità, ad esempio con un gruppo di lavoro che possa fornire risposte rapide e, sfruttando il carattere generalista dell’Ateneo, supporto transdisciplinare ai vari interlocutori locali e nazionali
  2. Correlato al punto 1, per catalizzare una reazione rapida e compatta risposta dell’Ateneo, attivare un monitoraggio capillare di competenze, attività in ambito formativo sia curricolare che non e attività di ricerca nell’ambito della sostenibilità ambientale, delle energie rinnovabili, dell’economia circolare
  3. Creare e monitorare nel territorio (regionale, nazionale) una rete di portatori di interesse per le tematiche correlate alla sostenibilità (aziende, enti ed amministrazioni pubbliche, agenzie di monitoraggio, terzo settore)

    Tempi:

    • Monitoraggio e mappatura della rete di competenze interne – primo semestre 2022
    • Creazione di un gruppo di lavoro di Ateneo sulla sostenibilità (contemplando anche aspetti economici, giuridici, sociologici) – primo semestre 2022
    • Creare dei momenti di interlocuzione sul tema sostenibilità con i principali attori reginali e nazionali che si occupano del tema

A questo riguardo, tuttavia, le molteplici e diversificate iniziative in Ateneo sono in molti casi caratterizzate da carattere episodico e da scarso o assente coordinamento, risultando quindi anche meno efficaci e di impatto minore. La mancanza di sinergia, sincronia e di comunicazione impattano in modo negativo su molte attività di per sé importanti e ben strutturate che potrebbero essere inserite in contesti di azione più ampi ed organici. Per esempio, la condivisione di esperienze, informazioni, reti di contatti porterebbe anche ad una maggiore risonanza ed impatto sul territorio di tali attività. In particolare, per affrontare le nuove sfide che l’attuale contesto, estremamente dinamico ed in continua evoluzione ci sta ponendo, servono una grande reattività ed un efficace coordinamento tra le varie anime dell’Ateneo, affinché Padova si proponga, a livello nazionale, come un centro di riferimento sulla sostenibilità in cui aziende, enti, associazioni di categoria, ma anche e soprattutto il governo del Paese, possano trovare una controparte affidabile e in grado di fornire supporto su tutte le componenti della filiera delle competenze (tecnico-scientifiche, economiche, giuridiche, sociali).

Il nostro Ateneo per le sue caratteristiche può diventare un laboratorio di sperimentazione per le soluzioni legate alla sostenibilità, all’efficienza energetica e all’utilizzo delle fonti rinnovabili in molti campus ed edifici distribuiti in tutta la città e in tutto il territorio regionale. Al di là dei bilanci di sostenibilità e dei numeri sui consumi energetici degli edifici è sotto gli occhi di tutti l’inefficienza e la vetustà degli edifici e degli impianti di tutti i tipi (riscaldamento, condizionamento, illuminazione etc.) e il PNRR potrebbe darci finalmente l’opportunità di portare il nostro patrimonio immobiliare ad una classe energetica superiore e ad un sistema di gestione energetica in linea con gli standard attuali.

Va stimolato il coinvolgimento degli studenti su questi temi anche attraverso la creazione di gruppi e associazioni che abbiano come obiettivo quello di promuovere la sostenibilità all’interno dell’Ateneo e nel territorio che lo circonda.

Questo potrebbe poi avere anche riscontri positivi sulla progettualità europea nell’ambito dei piani di finanziamento su Fondi Strutturali Europei ed in particolare del nuovo programma quadro Horizon Europe (2021-2026) in cui i Cluster in cui si articola il programma prevedono call estremamente specifiche nelle tematiche, ma molto trasversali e transdisciplinari nell’approccio metodologico, e coinvolgono sia settori delle scienze dure che in quello delle scienze sociali ed umane.